SEOcms: l’evento per fare SEO sui CMS

SEOcms Bologna

Ieri a Bologna si è svolto il primo evento italiano in assoluto riguardante il mondo della SEO, la Search Engine Optimization, ovvero l’ottimizzazione dei contenuti web per i motori di ricerca, tutto orientato sui CMS, le piattaforme di gestione contenuti online, come per esempio WordPress, Drupal, Joomla e altri…

SEOcms

Si sono alternati 17 relatori su vari argomenti, iniziando dai più concettuali incentrati sulla produzione dei contenuti testuali e sull’uso “scientifico” dei termini secondo i processi cognitivi del neuro marketing, come spiegato da Andrea Saletti. Interessante a tal riguardo il concetto di F Pattern, ovvero la disposizione grafica dei contenuti secondo uno schema di facile assimilazione per l’utente medio che si aspetta di trovare un header, una barra laterale a sinistra e i contenuti principali a destra in posizione prominente.

F pattern

Personalmente ho trovato illuminante l’intervento di Francesco Margherita, di SEO Garden, riguardo le scelte per le Keywords e le Query di ricerca, in particolare il discorso verteva sulla Semantica Vettoriale, ovvero come spostare l’attenzione dei lettori, e dei google bot, dal come al perché giocando con le parole per creare legami e dicotomie concettuali per accompagnare il lettore verso l’azione desiderata.

A seguire sono stati affrontati argomenti più tecnici focalizzati sul CMS WordPress, nell’ordine:

  • Googlebot Optimization. Best practices per WordPress (e non) per ottenere un’indicizzazione perfettaAndrea Cardinali
  • Come organizzare la struttura informativa di un sito WordPress per una SEO che spaccaEnea Scerba
  • Genesis e la SEO: Scopriamo il più potente framework per temi WordPressEugenio Petullà

Per l’ottimizzazione dell’indicizzazione è importante prestare attenzione alla velocità del sito, sia lato server sia lato client, un sito lento rischia di rallentare l’indicizzazione da parte del crawl googlebot e quindi penalizzare il sito. Bisogna inoltre usare gli status code dei link corretti: eventuali redirect 301 per esempio bisogna mantenerli per tutta la vita del sito, la pratica del link juice, ovvero la distribuzione dei link in un sito, va eseguita con ordine e criterio, cercando di ramificare i contenuti in ordine di priorità. Infine la personalizzazione del robot.txt potrebbe rivelarsi una mossa vincente, infatti in WordPress il robot è generato virtualmente, se per un motivo qualsiasi ci fosse un crash il robot.txt creato manualmente assicurerebbe la continuità dell’indicizzazione.

WordPress è un fantastico strumento per organizzare la struttura informativa di un portale web, infatti usando tipologie di post type differenti si possono così separare le tipologie di contenuti rendendo facile la vita per SEO e indicizzazione. Il resto del lavoro viene assolto dalle tassonomie ovvero dalle Categorie e dai Tag di cui, però, bisogna farne un uso consapevole: le Categorie dividono, quindi una per ogni post, i Tag uniscono creando dunque ponti tra categorie diverse. Nella struttura informativa rientra anche la mappatura di domini e sottodomini qualora ci si trovi ad avere a che fare con installazioni multisite, in siti multilingua per esempio. Un valido plugin, in tal senso, è WP-multi-network.

Tra le best practice per chi si occupa di SEO e ottimizzazione di un sito web in genere rientra di diritto tutto il lavoro sull’interfaccia grafica. Su questo ambito si è concentrato l’intervento di Eugenio Petullà. Eugenio, sviluppatore molto attivo nella community WordPress, ha presentato il framework grafico Genesis, uno dei più validi strumenti per lo sviluppo dell’interfaccia grafica per WordPress, un progetto Open Source che introduce molte funzionalità anche per migliorare la SEO.

WordPress SEOcms

L’ultimo intervento che ho potuto seguire è stato quello di Patrizio Romano dell’Anna dal titolo: “WooCommerce SEO: buone pratiche e soluzioni allo stato dell’arte“. Ovvero le best practice per ottenere i migliori risultati SEO su uno store online basato su WooCommerce, come per esempio l’inserimento del nome prodotto e della categoria nella URL del prodotto. È importante anche curare la User Experience dell’utente medio che, preferibilmente il prima possibile, deve diventare un cliente, quindi a tal riguardo è consigliabile semplificare il più possibile il checkout (One Page Checkout), oppure creare un metodo di affiliazione come una waitlist (Waitlist), piuttosto che seguire automaticamente i clienti con un follow up adeguato, via email o Twitter (Follow Ups). Nell’ottica di uno shop online italiano è fondamentale implementare anche i campi P.IVA e codice fiscale per la fase di fatturazione (Checkout manager) e la possibilità di spedizione in contrassegno (Pay for Payment).

Con calma, nei prossimi giorni, cercherò il tempo per guardare le registrazioni video degli altri interventi, che verranno rese disponibili dall’organizzazione ai partecipanti.

 

Commenti (2)

  1. Giornata davvero interessante.
    Su molti argomenti, a dirti la verità, ho avuto netta la sensazione che se ci si concentra effettivamente su COSA vogliamo comunicare, e mettiamo il ‘cliente’ al centro dell’esperienza … senza la pretesa di calargli dall’alto delle scelte, si fa bene senza applicare poi tanti artifici nell’implementazione di grandiose strategie di comunicazione o marketing.

    [L’esempio della URL parlante nomenegozio.tld/categoria/prodotto in un WooCommerce è illuminante in tal senso]

    È stata un’impressione solo mia?

    • Assolutamente d’accordo con te Nicola. A me ha colpito molto il mettere sullo stesso piano, riguardo l’esperienza utente, i contenuti adeguati e ben studiati e l’aspetto tecnico mirato alla performance e non ai troppi fronzoli.

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